
Re: Moria di cani e gatti a Girifalco
Avendo una certa ultraventennale esperienza in materia aldilà delle invettive di Maurs e delle facili lamentele degli animalisti il guaio è che il fenomeno gravissimo del randagismo canino in Italia
NON lo si è mai voluto affrontare seriamente.
Si calcola che vi siano oggi circa
UN MILIONE di cani randagi in Italia che spesso si radunano in Branchi che sono oggettivamente pericolosi per le persone con episodi anche mortali che la cronaca spesso ci ricorda.
I Comuni fanno quello che possono con pochissime risorse affidando la cattura e la custodia dei cani che riescono a far catturare in collaborazione con i Servizi Veterinari della ASL a Canili Privati che spesso sono dei veri Lager (vedi servizi di Striscia anche recenti).
Per ogni cane catturato il Comune paga tale Ditta Privata un costo giornaliero elevato per il mantenimento di tali cani che…oggi… non si possono sopprimere se non in pochissimi casi. Il mantenimento di tali cani diventa cosi una vera e propria “
RENDITA” per i Gestori di tali Canili che hanno tutto l’interesse a mantenerli, spesso in condizioni indecenti, il più a lungo possibile per guadagnare il più possibile.
E’ chiaro che i Comuni (come Girifalco) non hanno fondi sufficienti per mantenere le decine o centinaia di Cani catturati sul loro territorio per mesi o per anni con il costo complessivo di decine o centinaia di migliaia di euro l’anno.
Da qui il fenomeno del randagismo di cani che si spostano da un Comune all’altro e che ogni anno si riproducono o aumentano anche a seguito dei nuovi abbandoni.
Da qui il fenomeno frequente delle polpette avvelenate messe
di nascosto da cittadini infastiditi ed esasperati dai branchi di cani randagi o da singoli cani fastidiosi o pericolosi.
Servono l’aumento delle pene e delle sanzioni amministrative contro chi maltratta o abbandona gli animali ma serve ancora di più e con urgenza:

La sterilizzazione di massa di
TUTTI i cani trovati in luogo pubblico privi del microchip che consenta di risalire al proprietario responsabile in modo da impedire che gli stessi, se liberati, possano riprodursi;

L’istituzione di uno o più canili “pubblici” gestiti dall’Amministrazione Provinciale in cui ricoverare i cani catturati per impedire le speculazioni e i costi delle ditte private che agiscono solo “A SCOPO DI LUCRO”;

La soppressione sistematica dei cani vecchi, malati o che non possano essere liberati una volta sterilizzati;
Se non si fa questo la lotta contro il Randagismo è, oggettivamente, una battaglia persa in partenza contro i Mulini a Vento …. e le “polpette avvelenate” aumenteranno invece che diminuire checchè ne dicano gli animalisti e i benpensanti.
